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venerdì 2 ottobre 2009

"Chagall e il Mediterraneo" al Palazzo Blu di Pisa

Si inaugura il prossimo 9 ottobre la mostra "Chagall e il Mediterraneo" al Palazzo Blu di Pisa. Per l'occasione 150 opere fra dipinti, sculture, ceramiche e litografie dell'artista russo che dal 1926 in poi incontra i colori del Mediterraneo e le sue terre.

La mostra, curata da Meret Meyer e da Claudia Beltramo Ceppi, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, in collaborazione con il Comune e Giunti Arte mostre musei, raccoglie opere provenienti dal Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis e da collezioni private ed è la prima di un ciclo triennale che vedrà protagonisti i maestri del Novecento. E' già infatti in programma per l'autunno 2010 un'esposizione dedicata al catalano Joan Miró.

Per prenotare e acquistare i biglietti vai alla pagina: www.vivaticket.it/chagall

Argomenti correlati: "A Villa Olmo una mostra per celebrare i Maestri dell'Avanguardia Russa"

martedì 25 agosto 2009

DALLA CATALUNYA AI PIRENEI FRANCESI

Un viaggio non avviene mai per caso. Mille ragioni, più meno consce ci spingono verso una meta o un'altra. Nelle scienze umane spesso il viaggio è visto come metafora di una ricerca interiore: un mettersi alla prova, tentando di scoprire qualcosa fuori di sé per attivare risorse dentro di sé, rispolverare antichi ricordi o trovare nuove motivazioni per la propria esistenza.
Un viaggio a Barcellona non è mai per caso.
Il rumore dei clacson delle auto che sfrecciano veloci sulle bretelle stradali, percorrere a piedi un ponte che prolunga la passeggiata fino al mare (Rambla de mar) e oltre, statue in mezzo al mare, un centro commerciale sull'acqua e ovunque un cicaleccio infinito di persone (turisti, avventori, girovaghi, sulla rambla ben pochi catalani). Fra questo magma di materiale umano multiforme e ogni giorno vario, svettano silenziose e maestose chiese gotiche e romaniche, che invitano il popolo chiassoso alla meditazione.
Gira vorticosa intorno ai suoi palazzi, alle vie sempre nuove di gente e di colori, di suoni e di danze una metropoli viva, una delle poche in Europa a non essersi chiusa dietro le cortine di un museo a cielo aperto. Barcellona oggi è gioia e accoglienza delle differenze e delle innumerevoli contraddizioni umane, è cultura che si rinnova, è spazio per un'arte che chiede di essere viva e presente con la voce delle nuove generazioni. MACBA per dare un'occhiata all'arte contemporanea.
Da non perdere la FUNDACIO' JOAN MIRO'. Fondata dallo stesso artista, nella splendida cornice del parco del Montjuïc, ospita nella collezione permanente molte delle sue tele, disegni, oltre ad esposizioni temporanee, fra le quali si segnala l'attuale "Mirò - Dupin. Art i poesia", in corso fino al 18 ottobre prossimo.
I catalani di Barcellona ti accolgono calorosamente, conoscono anche un po' di italiano, ma arricciano il naso se parli in spagnolo (castigliano), fieri della loro identità culturale e linguistica.
Un giro al Mercat della Boqueria, uno dei più grandi in Europa, dove festosamente fanno bella mostra di sé frutta e verdura locali ed esotiche, pesce e specialità alimentari di ogni tipo. Un tripudio di colori immortalato dalle fotocamere di turisti e artisti che si aggirano fra i banchi del mercato in cerca dell'angolazione migliore per immortalare un momento il cui profumo resterà solo nella memoria.
E come lasciare Barcellona senza aver visitato i luoghi frutto della creazione di una delle anime più geniali ed elevate dell'architettura catalana?
Antoni Gaudì non lascia indifferenti: davanti alla Pedrera, alla Casa Batlló o al Parc Güell. Ambientazioni fiabesche, ricerca, studio e riproduzione creativa delle forme macroscopiche e microscopiche della natura nei suoi edifici. Una visita alla Sagrada Familia è un'occasione per appagare l'occhio ed aprire il cuore al simbolismo dell'architetto catalano, ma anche per contribuire praticamente all'ultimazione della chiesa: il costo del biglietto viene infatti devoluto a questa iniziativa.
"L'architetto di Dio", morto sotto un tram all'età di 74 anni, ha dedicato la sua vita allo studio, alla riflessione e alla meditazione che si è spinta fino alla visione mistica. Per lui: "L'uomo si muove in un mondo a due dimensioni e gli angeli in un mondo tridimensionale. A volte, dopo molti sacrifici, dopo un dolore prolungato e lacerante, l'architetto arriva per alcuni istanti a vedere la tridimensionalità degli angeli. L'architettura che nasce da questa ispirazione produce frutti che saziano generazioni."

Lasciando Barcelona il viaggio prosegue sulla Costa Brava. Percorrendo il cammino lungo le mura del castello di Tossa de Mar, a picco sul mare azzurro, si arriva al Museu Municipal, dove è custodita l'ultima tela dipinta da Chagall in Spagna. Proseguendo per Sant Feliu de Guixols, si scoprono gli edifici modernisti che si affacciano sulla lunga spiaggia dorata di Sant Pol. Ottimi ristoranti e cucina locale e creativa a base di pesce non mancano. Gustoso il baccalà alla catalana, con sugo di pomodoro, pinoli e uvetta passa, ma è facile lasciarsi tentare dalla maestria e creatività degli chef di questo angolo di Mediterraneo, che propongono i piatti più orginali.

Per chi volesse tentare il viaggio in automobile (possibilmente a metano, con un occhio al portafoglio e uno all'ambiente), perché non addentrarsi tra i Pirenei, luogo di confine incantevole? Villaggi silenziosi, corsi d'acqua dove fare rafting e una natura nel pieno della sua bellezza.
Il viaggio prosegue oltre i castelli dei paesi catari, per arrivare fino a quel piccolo paesino, sconosciuto fino a 151 anni fa, quando una ragazzina quattordicenne conobbe la "Signora", così come lei la chiamò sempre.
La cittadina di Bernardette Soubirous non è più la stessa. Centinaia di negozietti e milioni di persone ne affollano ogni vicolo, ma l'atmosfera del Santuario è sempre uguale. Ritornare a Lourdes significa alienarsi dal frastuono della quotidianità e ricongiungersi con la parte più autentica di sé, in un'apertura umile e sconfinata verso il Trascendente.

Il lungo viaggio del rientro in Italia, intervallato da una breve tappa in Camargue, permette di riposarsi e prendere spunto per un itinerario futuro da dedicare interamente a questa zona e ai paesi più caratteristici della Provenza.

Chi visita con curiosità e interesse Barcellona, spesso vuole ritornare. Nessuna occasione è migliore del 23 aprile, festa di Sant Jordi: la città è invasa di rose e libri che le persone si scambiano in segno d'amore.


Silvia Cusumano

lunedì 8 giugno 2009

A Villa Olmo una mostra per celebrare i Maestri dell'Avanguardia Russa

Como - Nella splendida cornice di Villa Olmo fino al 26 luglio rivivono i capolavori di Marc Chagall, Vassily Kandinsky e Kazimir Malevic. La mostra, curata da Sergio Gaddi, assessore alla cultura del Comune di Como e da Evgenia Petrova, direttore scientifico del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, presenta ottanta opere tra olii, tempere e disegni provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche russe, fra le quali il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, e da numerosi collezionisti privati.
Il percorso espositivo guida lo spettatore fra le realizzazioni di Marc Chagall del primo periodo russo, dove domina il legame ambivalente con la città natale, Vitebsk, per proseguire poi con le opere del 1914 e del 1915, e rischiare di rimanere rapiti dall'emozione senza tempo de "Gli amanti in blu", e dal simbolismo de "Lo specchio".
Kandinsky ammalia dapprima con la sua "Amazzone sulle montagne" (1918) e poi ci invita a seguirlo nella sua ricerca artistica, documentata da citazioni del volume "Lo spirituale nell'arte", con straordinarie tele astratte come "Composizione", "Paesaggio" e "Crepuscolo".
Il percorso prosegue con 20 opere di Malevic, dal Post-Impressionismo all'esperienza cubofuturista fino al Suprematismo del celebre "Quadrato rosso" (1915), per poi tornare alla rappresentazione figurativa con le tele degli anni Trenta.

Una sopresa nell'excursus artistico fra le stanze di Villa Olmo è la scoperta delle tele del moscovita Pavel Filonov, maestro dell'arte analitica, ancora poco noto al pubblico italiano. Dimenticato dopo la sua morte, avvenuta per fame nel 1941 durante l'assedio nazista di Leningrado e riscoperto solo negli anni Settanta, Filonov si dimostra artista dotato di espressività dirompente, evocativa, a tratti visionaria.

Silvia Cusumano

A destra, dall'alto:
Chagall, Gli amanti in blu, olio su cartone, 1914
Kandinsky, Due ovali, olio su tela, 1919



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